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" La democrazia non è una casa comoda, una bella macchina o un sussidio di disoccupazione, ma innanzitutto il diritto e la libertà di lottare"
Vladimir Bucovskij, il vento va e poi ritorna
In queste ore si decide sulla esistenza di questo blog.......punctus contra punctum, nota contro nota, ovvero contrappunto come nelle straordinarie polifonie di Johann Sebastian Bach.
E' il tema intorno a cui esso si è snodato, voluto come un diario su cui annotare "contrasti e disastri quotidiani", sovrapponendovi (overlapping), appunto, in contrappunto, idee, ideali. Allora che fare? Transumare in un blog nuovo, luogo ideale - potenzialmente accogliente per la creatività - dove la composizione sara', sempre e rigorosamente, espressione simultanea di quello che con la parola non potro' enunciare che in successione cronologica. Forse ora questo blog non ha più un senso!
sigla finale : Concerto di Brandeburgo di Johann Sebastian Bach....grazie zietto!
postato da
giusimo alle ore 21:25 |
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-Poi per farmi capire che mi amavi, non trovasti di meglio che una sbornia.....e mi dicevi : ma no Matilde! non sono ubriaco! la migliore prova è il rigore dei miei ragionamenti.
Ed io mi chiedevo ma che diavolo aspetta a baciarmi!
- Ah si?! sta' zitta, sta' zitta.....accarezzami il viso con la mano....
- Aspetta, aspetta.
- Aspetto...... aspetto.
- Eh, si ......cos'è questo! credi che sia stato intelliggente.
- Sono affari miei! non ti riguardano amico mio!!!
- Primo: non sono il tuo amico, ma il tuo amante! il tuo ex amante...
- Il mio amante credeva di tenere una spina dorsale, ma in realtà aveva soltanto un guscio....E siccome il suo guscio non resse, lui, detestò Matilde!
tratto da La signora della porta accanto, Francois Truffaut
Se democrazia significa vittoria dei farisei e sconfitta dei samaritani;
se democrazia significa inventare l’ex Cirielli per scarcerarne uno e incarcerarne 20.000;
se democrazia significa permettere ad un signore nessuno, anche se onorevole, di accusarci per non avere un briciolo di sensibilità verso la sofferenza dei detenuti (fomentando illusioni);
se democrazia significa fare i cristiani fino a quando non si creano disturbi e diventare filosofi, quando si corre il rischio di disturbare i manovratori;
se democrazia significa moltiplicare le galere, prolungare all’infinito i processi, far marcire 60.000 persone;
se democrazia significa regalare miliardi alla gente per un cruciverba azzeccato;
se democrazia significa foraggiare 400.000 persone legate (mani e piedi) alla politica;
se democrazia significa avvelenare vacche, galline, verdure, porci, acque…
se democrazia significa che si può asfissiare la città con lo smog, però solo dal lunedì al sabato;
se democrazia significa avere banche in odore di usura, con i falchi che ne presidiano i cornicioni;
se democrazia significa morire davanti ad un portone del prontosoccorso;
se democrazia significa trasformare la scuola in luogo di malessere;
se democrazia significa varare la legge Fini (per la lotta alla droga);
se democrazia significa deporre i profeti e promuovere i portaborse delle Curie;
se democrazia significa non fare l’amnistia perché vale di più un pugno di preferenze che un barlume di civiltà;
se democrazia significa pagare 30mq. di appartamento come una villa in Bretagna;
se democrazia significa usare la malattia di Sofri, per mettere in riga il Presidente della Repubblica…
Noi, movimento di sognatori incalliti, torneremo a marciare il giorno di Natale, il giorno di Pasqua, il 2 giugno, il 25 aprile, il 15 di agosto… e tutti i santi giorni, fino a quando gli ultimi diventeranno primi e i primi diventeranno ultimi!
P.S. Non ce ne frega niente se a marciare saremo in pochi e con un quoziente di intelligenza ai limiti delle debolezza mentale. Mi fa un po’ ridere che le chiose sul piccolo numero dei manifestanti di Natale siano state abbondantemente sottolineate dai signori dell’UDC!? Sulle piccole quantità se ne dovrebbero intendere più di noi.
Buone Feste
Don Antonio Mazzi
Presidente del Comitato Promotore della Marcia di Natale
Capitolo 45 - EDUCAZIONE
Finalmente il piú sicuro ma piú difficil mezzo di prevenire i delitti si è di perfezionare l'educazione, oggetto troppo vasto e che eccede i confini che mi sono prescritto, oggetto, oso anche dirlo, che tiene troppo intrinsecamente alla natura del governo perché non sia sempre fino ai piú remoti secoli della pubblica felicità un campo sterile, e solo coltivato qua e là da pochi saggi. Un grand'uomo, che illumina l'umanità che lo perseguita, ha fatto vedere in dettaglio quali sieno le principali massime di educazione veramente utile agli uomini, cioè consistere meno in una sterile moltitudine di oggetti che nella scelta e precisione di essi, nel sostituire gli originali alle copie nei fenomeni sí morali che fisici che il caso o l'industria presenta ai novelli animi dei giovani, nello spingere alla virtú per la facile strada del sentimento, e nel deviarli dal male per la infallibile della necessità e dell'inconveniente, e non colla incerta del comando, che non ottiene che una simulata e momentanea ubbidienza.
l'11 dicembre di 50 anni fa nasceva il Partito Radicale....colgo l'occasione per donare una rosa a chi legge questo post
L'indulto è una causa di estinzione della pena prevista dall'art. 174 del Codice penale.
L'indulto si differenzia dall'amnistia perché si limita ad estinguere in tutto od in parte la pena, mentre l'amnistia estingue il reato.
L'indulto, diversamente dalla grazia che è un provvedimento individuale, è un provvedimento di carattere generale e si riferisce a tutti i condannati che si trovino in determinate condizioni.
L'indulto in senso proprio è un provvedimento con il quale il Parlamento condona o commuta parte della pena per i reati commessi prima della presentazione del disegno di legge di indulto. La Costituzione richiede una maggioranza dei due terzi dei componenti di ciascuna Camera, per la sua approvazione
L'amnistia è una causa di estinzione del reato prevista dall'art. 151 del codice penale e consiste nella rinuncia, da parte dello Stato, a perseguire determinati reati.
Può estinguere il reato mentre il procedimento penale è in corso; oppure può intervenire dopo che è stata pronunciata una sentenza penale di condanna. Si distingue dall'indulto che si limita ad estinguere in tutto od in parte la pena.
L'aministia viene disposta con Legge dello Stato, votata dai due terzi del Parlamento.


"Organizzare per il 25 dicembre a Roma una grande Marcia di Natale per l'Amnistia, la Giustizia, la Libertà alla quale ci auguriamo possa partecipare anche Adriano Sofri, non solo "in spirito" come prima del suo malore aveva preannunciato, ma anche "in corpo", forte e libero di camminare. Una marcia per sostenere questa proposta e questo percorso e per rendere visibile il disagio degli operatori della giustizia e di quelli del carcere, dei detenuti e delle loro famiglie, delle organizzazioni sociali e del volontariato chiamati a supplire al vuoto di politiche e di luoghi capaci di coesione sociale, dei cittadini tutti che non ottengono giustizia e delle fasce sociali più deboli che non vedono egualmente garantiti i loro diritti"
se vuoi aderire a questa iniziativa......clicca QUI http://www.radicali.it/amnistiaxnatale/form.php
Ieri sul foglio Adriano Sofri ha scritto:
"HO SENTITO MARCO PANNELLA E FRANCESCO COSSIGA ANNUNCIARE CHE SARANNO ALLA TESTA DI UN CORTEO CHE RIVENDICHERA’ UN’AMNISTIA PER I CARCERATI POVERI, CIOE’ PER I CARCERATI, A NATALE. UN PASSO DIETRO DI LORO CAMMINERA’ IL MIO SPIRITO"
La Marcia di Natale per l’Amnistia, la Giustizia, la Libertà, che avrebbe dovuto abbracciare a Roma le sedi del Parlamento, del Governo, per concludersi in Piazza San Pietro e Piazza del Quirinale, è ancora… ipotetica. A mio avviso, comunque, non potrebbe tenersi senza la partecipazione di Adriano Sofri. Se lo stato della sua convalescenza lo richiederà, si sposterà a Pisa.
La nonviolenza ci detta di rivolgerci al Potere. Anche il peggiore e infame. Con fiducia e amore civico, perché rispetti la sua stessa legalità, la moralità che gli è propria e necessaria.
Obbediremo. Ma non senza Adriano Sofri. Proprio quando e se questo Potere, nel suo insieme impotente e feroce, avesse compiuto l’opera ultradecennale volta ad assassinarlo in spirito, in corpo.
NON MOLLARE PROPRIO ORA, ADRIANO!
Qualche settimana fa, sempre su "Il Foglio", Adriano mi invitò a non rimandare più oltre di adempiere a miei compiti e doveri da lui e pochi altri conosciuti, che rischierebbero di restare altrimenti "privati".
E’ il suo (oso dire: nostro) modo di vegliare sulle ragioni e sulla destinazione del nostro essere compagni e amici; è il "memento mori", dolce e intransigente, di onorare con compassione, se non il mondo, l’un l’altro, il noi, vissuto e vivente.
Ora comprendo, collego quel che sta facendo, e che stava mostrando alla nostra debole vita, il briccone.
No, Adriano! Anche tu hai qualcosa di non compiuto, da compiere, che stiamo per compire e non lo sarà, "per ora", (cioè: non sarà) senza di te; accettando di essere "spirito" "rassegnandoti" a lasciar loro il corpo che finora hanno recluso, ma mai avuto, posseduto.
Adriano, la nostra nonviolenza, il nostro amore, la nostra storia (come oso interpretarli, leggerli) non ci consentono di negare loro "per sempre" l’amnistia. Ai potenti, resi dementi, folli dall’impotenza del "potere", che questa "amnistia" hanno negata, beffata, derisa. Costringiamoli finalmente a concederla. Anche a loro, che ne hanno avuto, hanno e avranno bisogno, necessità.
Marco Pannella